Giro della Toscana 2026, numero di Giulio Pellizzari! 3° Christian Scaroni, 5° Alessandro Fancellu e 8° Antonio Tiberi

Colpo da finisseur di Giulio Pellizzari per conquistare il Giro della Toscana 2026. Il marchigiano della Red Bull-Bora-hansgrohe ha colto l’attimo giusto e, con una sparata proprio sotto la flamme rouge dell’ultimo chilometro, ha staccato gli altri nove corridori assieme ai quali aveva fatto la differenza dopo l’ultima scalata del Monte Serra, andando a imporsi con un margine minimo sul traguardo di Pontedera. Primo successo in una classica per il 22enne, alle spalle del quale è stato il francese Jordan Jegat (TotalEnergies) ad avere la meglio nella volata per la seconda posizione davanti a Christian Scaroni (XDS Astana).
Nel drappello che si è giocato la vittoria di giornata e che ha anticipato di una dozzina di secondi la prima parte del gruppo erano presenti anche Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort) e Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), che hanno chiuso rispettivamente in quinta e ottava posizione.
Il video dell’arrivo
This was the moment Giulio attacked with 800m to go. IMO, he has more punch in his attacks compared to last year. Beautiful 🤌 #GirodellaToscana pic.twitter.com/fccqrtky8O
— Eemeli (@LosBrolin) September 9, 2026
Il racconto della corsa
Se i primi scatti non vanno in porto, la fuga di giornata si forma comunque velocemente grazie all’input iniziale di Oliver Bleddyn (Team Jayco AlUla), Hugo De La Calle (Burgos Burpellet BH) e Matteo Spreafico (Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente), ai quali poco dopo si aggiungono Joan Bou (Caja Rural-Seguros RGA) e Davide Bais (Team Polti VisitMalta). Questi cinque uomini si presentano con poco più di 30 secondi di vantaggio all’inizio della frastagliata scalata verso Poggio alla Farnia, ma nel corso dell’ascesa non si muove nessuno e il loro vantaggio arriva a 3’30” prima che Red Bull-Bora-hansgrohe e XDS Astana si mettano a controllare la situazione. Il distacco si assesta così attorno ai 2’15” per tutte le prime fasi di gara, che prevedono dopo il primo tratto in linea anche il breve circuito attorno a Peccioli, dove domani andrà in scena la Coppa Sabatini.
Con anche la Tudor Pro Cycling a portarsi in testa al plotone nella lunga pianura che porta ai piedi del Monte Serra, il ritmo sale notevolmente e il vantaggio degli uomini di testa crolla di conseguenza. Bleddyn perde contatto già prima dell’ascesa, venendo rapidamente riassorbito da un gruppo che inizia la scalata con appena 50 secondi di ritardo. Davanti provano così ad alzare l’andatura e a pagarne le conseguenze è Spreafico, ma il distacco progressivamente continua a scendere e verso la fine della salita arrivano anche le prime azioni in contropiede.
Primo a muoversi è Matteo Badilatti (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), sul quale si riportano Mikel Bizkarra (Euskaltel-Euskadi) e Francisco Muñoz (Team Polti VisitMalta), con quest’ultimo che rilancia ulteriormente, restando da solo all’inseguimento di Bou e De La Calle, che a loro volta staccano Bais. Lo spagnolo tuttavia non riesce a fare la differenza e rientrare sui suoi connazionali, scollinando con un ritardo di venti secondi. Dietro di lui si muovono invece Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), Fausto Masnada e Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort), che anticipano di poco un plotone già abbastanza selezionato. Nella discesa Muñoz non riesce a tenere la posizione e viene scavalcato dalla coppia MBH, che stacca Storer prima di essere tuttavia a sua volta ripresa dal gruppo, sempre condotto dalle stesse due squadre.
L’azione dei fuggitivi prosegue fino al ritorno in pianura, dove il gruppo inizia una nuova battaglia con parecchi corridori che provano ad anticipare. A seguito di numerosi scatti, in particolare nello strappo di Poggio Tondo e nella conseguente discesa, il gruppo si fraziona notevolmente, consentendo la formazione al comando di un gruppetto di sedici uomini: Benoît Cosnefroy (UAE Team Emirates XRG), Rainer Kepplinger e Matej Mohorič (Bahrain Victorious), Lukas Nerurkar (EF Education-EasyPost), Brieuc Rolland (Groupama-FDJ United), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Toralf Rydningen Martinsen (Uno-X Mobility), Marco Schrettl e Diego Ulissi (XDS Astana), Filippo Turconi (Bardiani CSF 7 Saber), Gorka Sorarrain (Caja Rural-Seguros RGA), Benjamin Thomas (Cofidis), Luca Cretti (MBH Bank CSB Telecom Fort), Francisco Muñoz (Team Polti VisitMalta), Mattéo Vercher (TotalEnergies) e Diego Casagrande (Tudor Pro Cycling Team).
Al primo passaggio sul traguardo il vantaggio di questi uomini è di dodici secondi, ma con il lavoro della Unibet Rose Rockets la loro azione viene rapidamente annullata. In testa si riportano così nuovamente Red Bull-Bora-hansgrohe e XDS Astana, che a 50 chilometri dalla conclusione allungano notevolmente un gruppo che si dirige a tutta velocità verso la seconda ascesa dal Monte Serra e nel quale sono anche Bahrain Victorious e Tudor Pro Cycling a farsi vedere nelle prime posizioni. Cominciata la salita sono invece TotalEnergies e UAE Team Emirates XRG a prendere in mano le operazioni, con la formazione emiratina che aumenta l’andatura nel momento in cui le pendenze si fanno più impegnative, iniziando a selezionare il plotone.
Il primo attacco lo lancia però Lenny Martinez (Bahrain Victorious), subito seguito da Jordan Jegat (TotalEnergies), Mikkel Honoré (EF Education-EasyPost) e Alessandro Fancellu (MBH Bank CSB Telecom Fort). Su questo quartetto si riporta poi anche Jan Castellon (Caja Rural-Seguros RGA), mentre lo stesso non riesce a Wout Poels (Unibet Rose Rockets), che aveva provato a sfruttare un rallentamento del gruppo per allungare, salvo poi essere ripreso quando Diego Ulissi (XDS Astana) torna a sollecitare l’andatura mettendosi a disposizione del compagno di squadra Christian Scaroni. Davanti è invece Honoré ad alzare il ritmo e a fare un po’ di vuoto, ma su di lui riescono poi a rientrare Martinez e Fancellu, mentre scivolano indietro Jegat e Castellon.
Questi due vengono in seguito raggiunti da Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), avvantaggiatosi su ciò che resta del gruppo, dove, avvicinandosi alla vetta, è Christian Scaroni (XDS Astana) a rompere gli indugi e ad accelerare per provare a riportarsi sulla testa della corsa, che non è comunque molto distante. Con il bresciano vanno via Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Jorge Gutierrez (Equipo Kern Pharma) e questo quartetto si riporta prima su Storer, Castellon e Jegat e poi su Martinez e Fancellu, nuovamente staccati da Honoré in vista dello scollinamento. Il danese passa in cima con giusto pochi secondi di margine e non insiste in discesa, venendo così raggiunto poco dopo dai nove inseguitori.
Si forma quindi un drappello di dieci uomini al comando con un vantaggio di una dozzina di secondi su ciò che resta del plotone, composto da circa 25 unità. La situazione resta sostanzialmente immutata nel corso della discesa, mentre una volta tornati in pianura i battistrada iniziano a guadagnare terreno; davanti c’è infatti una buona collaborazione, mentre dietro si registrano isolati tentativi di inseguimento, che vengono inoltre frustrati dalla presenza di alcuni compagni di squadra degli attaccanti, pronti a inserirsi nei cambi e a spezzare il ritmo. Il margine dei battistrada arriva così a toccare i 23″ nonostante alla fine la Polti VisitMalta riesca a organizzarsi, aiutata anche da Alex Tolio (Bardiani CSF 7 Saber), Einer Rubio (Movistar) e Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla).
I dieci al comando superano di slancio anche lo strappo posto in località Quattro Strade e sembrano ormai irraggiungibili per gli inseguitori, ma avvicinandosi agli ultimi quattro chilometri la collaborazione tra di loro viene meno, mentre dietro uno scatto secco di Jan Christen (UAE Team Emirates XRG) porta nel giro di poco al dimezzamento del gap. Tutto sembra quindi riaprirsi nel finale, con il gruppo che si avvicina sempre più anche grazie al lavoro di Jamie Meehan (Cofidis), ma i battistrada riescono a rilanciare e, sfruttando anche la presenza di alcune rotonde, a presentarsi con un margine rassicurante all’ultimo chilometro. Proprio qui Pellizzari lancia il suo attacco, con il quale riesce a prendere un vantaggio di pochi metri che, tuttavia, né Storer né Tiberi riescono a colmare. Il marchigiano affronta a tutta le ultime due curve e si presenta sul rettilineo finale con un margine sufficiente a resistere al tentativo di rimonta di Jegat, che si deve accontentare di prendersi la seconda posizione davanti a Scaroni.
Risultato Giro della Toscana 2026
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